Nanni Balestrini ci ha lasciati: Milano in lutto

“Se ne è andato uno degli autori e scrittori milanesi più spiazzanti del nostro tempo. Una voce indipendente, coraggiosa e spesso fuori dal coro che ci mancherà molto”. Lo scrive in un tweet il sindaco Giuseppe Sala.

E’ morto all’età di 83 anni Nanni Balestrini. Lo scrittore e curatore di antologie è stato un esponente della Neoavanguardia. A dare la notizia è stata la casa editrice DeriveApprodi. “E’ con tristezza e dolore – si legge in un post su Facebook – che informiamo della scomparsa di Nanni Balestrini. Una scomparsa, non solo per noi, incolmabile”.

Era nato a Milano nel 1935. Balestrini si è spento all’ospedale San Giovanni Addolorata di Roma dopo una breve malattia. Distintosi per uno sperimentalismo spinto fino all’adozione di tecniche sempre riconducibili al collage e all’intuizione sull’incidenza del caso nel fare poetico, Balestrini è stato anche animatore culturale, curatore di antologie, portavoce della contestazione giovanile negli anni Sessanta e Settanta.

Nei suoi romanzi (Tristano, Feltrinelli, 1966; Vogliamo tutto, Feltrinelli, 1971; La violenza illustrata, Einaudi, 1976; Gli invisibili, Bompiani, 1987; L’editore, Bompiani, 1989) e nella sua poesia (Come si agisce, Feltrinelli, 1963; Ma noi facciamone un’altra, Feltrinelli, 1968; Le ballate della signorina Richmond, Cooperativa scrittori, 1977; Il ritorno della signorina Richmond, Becco giallo, 1987; Osservazioni sul volo degli uccelli, poesie 1954-56, Libri Scheiwiller, 1988; Il pubblico del labirinto, Libri Scheiwiller, 1992; Elettra, L. Sossella, 2001), Balestrini mette a punto contaminazione di sperimentalismo letterario e di estremismo politico. Precursore della Neoavanguardia, aveva poi dato espressione letteraria, con il romanzo Vogliamo tutto, e altre opere, alle inquietudini del mondo giovanile sfociate nella contestazione, anche attraverso la militanza “sovversiva” che lo aveva costretto a riparare in Francia per sfuggire all’arresto nel 1979, quando era scattata l’operazione di polizia contro l’Autonomia operaia passata alla storia come “7 aprile”.

Uscito indenne dalle vicende giudiziarie, aveva pubblicato Gli invisibili nel 1987 per rievocare il movimento del 1977 a dieci anni di distanza. E poi aveva rivolto la sua attenzione a un’altra forma di devianza giovanile, quella dei tifosi violenti, con il romanzo I furiosi (Bompiani, 1994; DeriveApprodi, 2004), nel quale aveva dato voce a un gruppo di ultras del Milan, rielaborando le loro millanterie iperboliche su risse e trasferte in una sorta di flusso affabulatorio disordinato ma efficace.

Tra le sue opere più recenti: il romanzo Sandokan, storia di camorra (Einaudi, 2004); le raccolte di versi Sconnessioni (Fermenti, 2008), Caosmogonia (Mondadori, 2010); i tre racconti pubblicati sotto il titoloGirano voci. Tre storie (Frullini, 2012); la raccolta di versi Antologica. Poesie 1958-2010 (Mondadori, 2013). Promotore culturale d’avanguardia, con altri intellettuali ha creato le riviste di cultura «Il Verri», «Quindici», «Alfabeta». All’opera letteraria ha affiancato la sua produzione visiva con allestimenti di mostre e performance in Italia (nel 1993 anche alla Biennale di Venezia) e all’estero.