James Bond a Milano: Storia di un amore corrisposto

L’agente segreto di sua Maestà più famoso al mondo all’ombra del Duomo. Sembra un paradosso, ma non lo è: James Bond e Milano hanno infatti alle spalle una lunga storia d’amore, destinata ora a rinfocolarsi, dentro un comodo…letto.

La metropoli meneghina ospita infatti un albergo tutto a tema 007. È l’Admiral, in zona Fiera, che l’imprenditore Edward Coffrini Dell’Orto ha deciso di spruzzare, qui e là, di tutto quanto ricorda James Bond. Le venti stanze sono tutte ispirate all’agente segreto, reso celebre in tutto il mondo da libri e film leggendari: alle pareti le locandine delle pellicole, oltre a un arredamento e a numerosi oggetti da collezione che lo stesso Coffrini Dell’Orto ha religiosamente recuperato in giro per il mondo. Una collezione, la sua, che conta ormai seimila memorabilia, capace di farlo salire alla ribalta degli amanti di Bond, con articoli e segnalazioni entusiastiche anche da parte di chi, a livello internazionale, ha fatto del lifestyle dello 007 un vero e proprio must. Anche al bar i cocktail sono ispirati al personaggio, nato nel 1953 dalla fervida immaginazione dello scrittore inglese Ian Fleming, e poi, dopo la morte di Fleming nel 1964, ripresa da altri grandi della letteratura anglosassone, come Kingsley Amis, Christopher Wood, John Gardner, Sebastian Faulks, Jeffery Deaver, William Boyd, Raymond Benson e Anthony Horowitz.

Una storia, quella di Bond, che per molti è soprattutto legata al cinema: ma per essere veri fan dello 007 è necessario sapere che prima delle pellicole arrivano i libri, dal successo stratosferico. Il perché è presto detto: mistero, azione, charme, stile, belle donne ed emozioni forti, come le passioni dello stesso Bond, spesso legate ai motori, all’amore, all’azione…e ai casinò.

Il primo romanzo di James Bond, Casino Royale del 1953, da tempo entrato nella lista dei libri più rappresentativi del gioco, inizia infatti con l’agente dei servizi inglesi seduto al tavolo verde in un casinò, da lì in poi la saga ha collezionato un’infinità di seguaci, tanti film e storie ispirate a 007.

Milano e il gioco hanno anch’essi un rapporto molto stretto e particolare. Non solo i casinò, ovviamente: anche tipologie nate dall’altra parte del mondo trovano spazio, addirittura a livello cinematografico. Il caso più recente, al riguardo, è quello del Mah-Jong, una specie di sport nazionale in Cina, arrivato da tempo anche in Lombardia e a Milano in particolare. Non stupisce quindi il fatto che proprio la metropoli lombarda stia ospitando il primo docu-film italocinese sul Mah-Jong.

D’altronde, Milano è sempre stata un punto di riferimento: per il lavoro, per le nuove tendenze, per il cinema, per la moda, e anche per il cibo. In questo, proprio il buon vecchio James Bond rappresenta un esempio.

Già nel 1973, all’interno del libro “James Bond. La biografia autorizzata di 007”, l’agente di Sua Maestà entra nello storico ristorante “Trattoria Da Giannino”, all’epoca sito in via Amatore Sciesa. Al suo tavolo un menù di tutto rispetto, almeno stando alla penna di John Pearson: carciofi, ossobuco alla milanese, gorgonzola piccante e grappa. Una scelta non casuale, quella di Bond: nella realtà, l’inventore della saga, Ian Fleming, era stato infatti un frequentatore accanito della trattoria, nata all’inizio del XX Secolo da un venditore di vino alla mescita pisano, tale Giovanni Bindi.

James_Bond_at_Madame_Tussauds,_London

Vent’anni dopo, altra tappa milanese per Bond. Nel libro “Niente fiori per James Bond”, del 1993, l’agente segreto incontra la spia svizzera Flicka von Grusse nello splendido Westin Palace di piazza della Repubblica 20, a Milano. Al loro tavolo, una bottiglia di champagne, seguito dopo da quanto poteva offrire il fornito frigobar della sua suite, dove era salito assieme alla spia elvetica.

Sul fronte cinematografico, invece, i richiami diretti a Milano, all’interno della saga di James Bond, sono minori, e anche nel prossimo film Bond 25, il primo con una Bond Girl afroamericana, non pare ci saranno passaggi lombardi per lo 007. Non è detto, però, che in futuro le cose non possano cambiare.

Per Bond sarebbe sicuramente una tappa da ricordare. E pure per le schiere di suoi ammiratori made in…Milan.