È il giorno dei grandi milanesi: 12 nuovi iscritti al Famedio

Oggi è il giorno dei grandi milanesi. Da tradizione stamani si è svolta la cerimonia di iscrizione dei cittadini illustri nel Famedio del cimitero Monumentale. La cerimonia è stata aperta dal sindaco Beppe Sala e dal presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolè, che hanno illustrato le biografie dei 12 milanesi scelti lo scorso 24 settembre dall’apposita Commissione comunale per entrare nel Pantheon del Monumentale.

E’ il giorno dei grandi milanesi “donne e uomini che hanno fatto risplendere i valori ambrosiani e hanno vissuto la vita con generosità e coraggio”. “Aprire le porte del Famedio, il 2 novembre, è come aprire le porte alla città dei vivi e a quella di chi ci ha lasciato, ma in realtà si tratta di una sola città. Milano fiorisce sul lascito morale di chi ci non c’é più”. Questo il pensiero del sindaco. “Le nostre 12 personalità sono autentici campioni di milanesità, di talento e di passione”.

I dodici nuovi nomi al Famedio

Sono: il critico d’arte Gillo Dorfles e l’editrice Inge Feltrinelli, il giornalista Mario Cervi e la fondatrice del Centro aiuto per la vita della Mangiagalli Paola Bonzi. Ma anche il partigiano «Aiace» Libero Traversa e il componente del Quartetto Cetra Antonio Virginio Savona. E, ancora, l’artista Rachele Bianchi, il ricercatore Luigi Dadda, il pugile Giancarlo Garbelli, il fondatore del Circolo culturale Perini Antonio Iosa, la giornalista e fumettista Elisa Penna e la giornalista e scrittrice Maria Grazia Perini.

Uno degli ultimi scomparsi in ordine di tempo, a fine agosto, è Iosa, 86 anni, vittima dell’agguato delle Brigate Rosse di via Mottarone a Milano. Era il 1° aprile 1980 quando gli uomini della colonna Walter Alasia condannarono a morte quattro democristiani davanti alla sezione milanese, una rappresaglia per l’uccisione di quattro terroristi uccisi dai carabinieri in via Fracchia a Genova. Iosa fu scelto come bersaglio perché era riuscito “a infiltrare la Dc tra la classe operaia”. Alla fine i terroristi non mirarono alla testa ma spararono alle gambe. Trentaquattro operazioni per evitare l’amputazione, una vita di dolore, il ricordo di quella giornata mai dimenticato.

La morte del partigiano “Aiace” invece allo scorso 29 aprile, all’età di 89 anni. Traversa a 14 anni combatteva il fascismo. Il critico Dorfles, invece, è deceduto il 2 marzo 2018, poco più di un mese prima del suo centottesimo compleanno. È stato insignito dell’Ambrogino d’oro dalla città di Milano. Risale a un anno fa, invece, la morte di Inge Feltrinelli, che nel 1958 conobbe Giangiacomo Feltrinelli che sposò nel 1960, seguendolo quindi a Milano. Dal 1969, quando il marito entrò in clandestinità e ancor più dopo la sua morte nel 1972), Inge ha gestito l’omonima casa editrice. La scomparsa di Mario Cervi è avvenuta ancor prima, il 17 novembre 2015, quasi quattro anni fa. Giornalista e scritto, Cervi per anni è stato il braccio destro di Indro Montanelli al “Giornale”. Insieme al giornalista toscano ha scritto una serie di volumi della collana “Storia d’Italia”. Cervi è stato anche direttore del “Giornale”. Virgilio Savona del Quartetto Cetra, infine, è morto il 27 agosto 2009. Cantautore, compositore, produttore discografico e scrittore italiano. Fu sposato con Lucia Mannucci, anch’essa componente del Quartetto Cetra dal 1947.