Indice di sportività delle province italiane: Milano ai vertici

L’Indice di sportività delle province italiane guarda al “tasso di praticabilità sportiva”. Questo è stato ricavato – come spiegano i ricercatori di Pts Clas – da dati del Coni a proposito della presenza sul territorio di società che consentono di praticare i vari sport.

Il Coni ha svolto la sua statistica calcolando la bellezza di 61 sport ed è arrivato a “premiare” le province più grandi e soprattutto più popolate, dove esiste anche un’offerta più diversificata. Milano e Roma arrivano insieme sul traguardo assicurando ai cittadini la possibilità di praticare il 97% delle specialità individuate, 60 su 61. Milano finisce prima e la capitale seconda.

Indice di sportività: subito dopo grandi aree metropolitane

Le province di Napoli e Torino, rispettivamente terza e quarta per popolazione su scala nazionale, ottengono gli stessi piazzamenti anche riguardo alla praticabilità sportiva. Quinto posto per Brescia. Solo dal gradino successivo le cose cambiano e riemerge il divario Nord-Sud. Tra le prime dieci aree italiane per numero di residenti figurano anche Palermo, Bari, Catania e Salerno, che però sono fuori dalla top ten della praticabilità sportiva. Il loro posto è preso da Padova, che finisce sesta, Varese, settima, Genova, ottava, e Venezia, decima. Pure in questo caso si parla di territori demograficamente significativi, che tuttavia restano sotto il milione di abitanti.

A completare il gruppo delle eccellenti c’è Bergamo, ottava su scala nazionale per popolosità (1,115 milioni di residenti) e nona per praticabilità sportiva. Anche il suo piazzamento contribuisce a fare della Lombardia la dominatrice di questa classifica, con quattro presenze nelle prime 10. In fondo alla graduatoria province piccole e prevalentemente meridionali, con la maglia nera attribuita al Sud Sardegna. Ma nelle ultime 10 è rappresentato anche il Nord: dal 99° posto di Verbania e provincia al 105° e terzultimo di Aosta, passando per il 101° di Sondrio.