Sant’Ambrogio per Milano è più di un patrono

Sant’Ambrogio per Milano è fondamentale. Ha lasciato segni profondi sia nella diocesi sia nella città. Il santo è molto di più di un patrono per i milanesi.

Già nel settembre del 600 papa Gregorio Magno parlò del neoeletto vescovo di Milano, Deodato, non tanto come successore, bensì come vicario di Sant’Ambrogio equiparandolo quasi ad un secondo vescovo di Roma. Nell’anno 881 invece Papa Giovanni VIII definì per la prima volta la diocesi ambrosiana, termine che è rimasto ancora oggi per identificare non solo la Chiesa di Milano, ma talvolta anche la stessa città.

Sant’Ambrogio per Milano è una guida. Il Santo ha lasciato i segni tangibili della sua attività pastorale. Dalla predicazione della Parola di Dio coniugata alla dottrina della Chiesa cattolica. Attraverso l’attenzione ai problemi della giustizia sociale, l’accoglienza verso le persone provenienti da popoli lontani, la denuncia degli errori nella vita civile e politica.

Sant’Ambrogio per Milano: l’operato del patrono lasciò un segno profondo in particolare sulla liturgia

Egli introdusse nella chiesa occidentale molti elementi tratti dalle liturgie orientali, in particolare canti e inni. Si attribuisce ad Ambrogio l’inno Te lucis ante. Tuttavia la questione è controversa e negata anche da Luigi Biraghi. Le riforme liturgiche furono mantenute nella diocesi di Milano anche dai successori e costituirono il nucleo del Rito ambrosiano. Questo è sopravvissuto all’uniformazione dei riti e alla costituzione dell’unico rito romano voluta da papa Gregorio I e dal Concilio di Trento.

In dialetto milanese Sant’Ambrogio è detto Sant Ambroeus o sant Ambrös. Alla sua figura è ispirato anche il premio Ambrogino d’oro, che è il nome non ufficiale con cui sono comunemente chiamate le onorificenze conferite dal Comune di Milano.