Tutti i vantaggi dello smart working

In questo particolare momento storico stiamo vivendo una piccola evoluzione a livello lavorativo chiamata smart working. Molte aziende infatti, a causa delle misure e delle restrizioni attuate per contenere il diffondersi del virus Covid-19, hanno dovuto riorganizzare il normale ciclo lavorativo in un’ottica più flessibile e intelligente in funzione delle necessità dei propri dipendenti. Abituati ad utilizzare il computer unicamente a scopo ricreativo, per giocare ai videogames, alla slot Book of Ra online o per sentire musica e vedere video in streaming su YouTube, non abbiamo mai valutato in maniera diversa il potenziale nascosto del nostro laptop. Oggi, a causa dello stato di quarantena e grazie ad un computer portatile, stiamo capendo che il lavoro da casa è una realtà possibile e che il nostro appartamento può diventare l’ufficio che abbiamo sempre sognato.

Che cosa significa lavorare in smart working?

Il significato del metodo smart working non si riduce al semplicistico pensiero del “lavorare comodamente da casa”. Lavorando secondo le regole di questo modello, i dipendenti hanno infatti la possibilità di raggiungere un nuovo livello di responsabilizzazione, arrivando così ad una maggiore flessibilità e autonomia nella scelta degli orari, degli spazi e degli strumenti da utilizzare necessari per raggiungere i risultati richiesti nel proprio ambito lavorativo. Quando questo modello funziona bene, permette alle aziende di conquistare uno step più elevato nella produttività dei propri dipendenti e, contemporaneamente riduce lo stress e migliora la qualità della vita dello stesso lavoratore. Uno degli elementi che permette il successo dello smart working è l’apporto delle giuste tecnologie digitali. Le soluzioni tecnologiche da adottare, infatti, devono essere pensate per agevolare al meglio la comunicazione e la connessione tra il dipendente, il lavoro da svolgere e l’impresa. Il tutto può avvenire attraverso la dotazione e l’utilizzo di strumentazioni capaci di creare un “digital workplace” ottimale e funzionale.

Questo metodo porta con sé diverse tipologie di benefici

Da uno studio effettuato nel 2015 dall’Università di Stanford svolto su un’azienda campione, si è potuta constatare una diminuzione di assenze per malattia dal posto di lavoro da parte dei dipendenti, oltre ad un incremento del 13% sulla produttività. A beneficiare del metodo smart working è anche l’ambiente: un’altra analisi dati, effettuata nell’arco di 3 anni su 250 dipendenti di differenti imprese, ha permesso di osservare una diminuzione di 270 kg di anidride carbonica immessa nell’ambiente con un conseguente risparmio economico sugli spostamenti equivalente a 1.300 € per lavoratore. Inoltre, grazie ai Km di tragitto (casa-lavoro, lavoro-casa) non percorsi da ognuno dei dipendenti presi in esame, è emerso un guadagno di tempo libero pari ad una settimana di tempo libero.

Esistono comunque dei rischi e alcune problematiche che devono essere prese in considerazione. La prima problematica riguarda il fatto che molti dipendenti non sono abituati al concetto di smart working e di conseguenza non tutti sono pronti a rivedere il proprio metodo di lavoro e la propria giornata all’interno di quest’ottica. Ad esempio, riuscire a dedicare uno spazio per le telefonate di lavoro tra le mura del proprio appartamento e lontani dai rumori degli altri inquilini di casa può risultare in alcuni casi complicato. Inoltre non sempre si dispone delle stesse dotazioni presenti nella maggior parte degli uffici: parliamo ad esempio di computer, scrivania, fotocopiatrice e stampante, messe al servizio del lavoratore.

Anche se può sembrare una soluzione ideale sotto diversi punti di vista, è molto importante saper valutare con attenzione sia i lati positivi che quelli negativi presenti nel metodo smart working, così da poter evitare di trasformare e stravolgere radicalmente il proprio ambiente lavorativo.