Nessuna bolla immobiliare a Milano: colpa del covid?

L’aumento dei prezzi nel settore immobiliare non è previsto a Milano, che secondo il “Global Real Estate Bubble Index” di Ubs non rischia una bolla come sta accadendo nelle principali città europee. Nel capoluogo lombardo quindi sembrano non esserci i presupposti per un incremento significativo dei prezzi degli immobili, eventualità che ad inizio epidemia era stata paventata da più esperti del settore. Il Covid effettivamente ha segnato tutto il comparto immobiliare, che ha rischiato di collassare nei primissimi mesi dell’epidemia ma la realtà è che ad oggi sembra aver retto molto bene il colpo.

Basta dare un’occhiata agli annunci delle case in vendita su Tecnocasa per avere un immediato riscontro della situazione attuale. I prezzi sono piuttosto stabili rispetto al 2019: c’è stato un lieve incremento, ma nulla di così significativo da far pensare ad un’imminente bolla immobiliare.

Quanto ha inciso il Covid sul mercato immobiliare milanese?

Adesso ci si interroga su quanto possa aver inciso il Covid sul mercato immobiliare di Milano, che appunto sembra in controtendenza rispetto alle principali città mondiali. Secondo lo studio di Ubs infatti il capoluogo lombardo occupa un terzultimo posto nella classifica globale delle città a rischio bolla immobiliare. Il fatto che i prezzi delle case rimangano sostanzialmente stabili seppur con qualche lieve aumento, sembra imputabile alla situazione sanitaria del primo semestre ma solo in minima parte.

Milano infatti, negli ultimi anni, ha visto un progressivo seppur graduale aumento dei prezzi e questo ha consentito al mercato immobiliare di trovare un sostanziale equilibrio. Oggi sarebbe impensabile anche solo il rischio di una bolla immobiliare in questa città, perché la domanda supera già di parecchio la richiesta e questa sì che è una diretta conseguenza dell’epidemia.

Le difficoltà del mercato immobiliare di Milano

Oggi il mercato immobiliare di Milano sembra essersi ripreso dal periodo di crisi attraversato durante il lockdown. Tuttavia, il dato di fatto è che attualmente l’offerta supera di gran lunga la domanda perché sono calati in modo esponenziale i residenti così come anche i domiciliati nel capoluogo. Gli immobili disponibili sono dunque in aumento vertiginoso e questo dipende in gran parte dalle nuove formule studiate appositamente per contenere il rischio contagi: smart working da un lato e didattica a distanza dall’altro.

Senza lavoratori e studenti, Milano oggi sembra svuotata ma non è solo apparenza: è proprio così. Moltissimi appartamenti sono liberi e si fatica a trovare acquirenti ma anche affittuari.

Una lenta, ma inevitabile ripresa

Fortunatamente, la situazione appena descritta è molto meno catastrofica di quanto potrebbe apparire. Se infatti è vero che il mercato immobiliare a Milano sta attraversando un periodo difficile, è altrettanto vero che escludendo il rischio di una bolla le prospettive future lasciano ben sperare in una ripresa rapida. Naturalmente è complicato fare previsioni certe ora come ora, perché ancora non siamo usciti dalla crisi sanitaria e se la situazione dovesse peggiorare le cose potrebbero non andare come ipotizzato. Gli esperti tuttavia si dicono ottimisti: entro alcuni mesi l’andamento del mercato immobiliare dovrebbe stabilizzarsi a Milano, che dovrebbe così ritrovare l’equilibrio di un tempo.