Theo Hernandez si traveste da Ibrahimovic e salva il Milan

Che paura a San Siro. Il Parma mette in difficoltà il Milan capolista. Pioli ringrazia un Theo Hernandez travestito da Ibrahimovic, capace di salvare i rossoneri dal primo ko in campionato. Finisce 2-2, il Parma (in doppio vantaggio con Hernani e Kurtic) sfiora l’impresa ma si vede rimontare due reti, entrambe firmate dal terzino francese. Pareggio meritato per il Diavolo rossonero che aveva colpito ben 4 pali.

Pioli ha dovuto fare i conti con le assenze di Kjaer e Ibrahimovic e di Saelemaekers, fermato dalla febbre. Dopo 2′ fuori Gabbia, dolorante ad un ginocchio dopo un contrasto con Cornelius. Al suo posto buttato in campo il giovane Kalulu. Il francese al 13′ viene bruciato dallo scatto di Gervinho che offre un pallone invitante ad Hernani che fulmina di piatto Donnarumma. Il Milan reagisce. Il gol arriverebbe al 23′ con Castillejo, ma il Var gela l’esultanza dello spagnolo che era in fuorigioco millimetrico. I rossoneri hanno un avversario in più, la sfortuna. In pochi secondi infatti Brahim Diaz prima e Calhanoglu poi colpiscono in pieno l’incrocio dei pali e poco prima dell’intervallo ancora il legno respinge una punizione del turco.

Nella ripresa dentro Hauge e Leao, ma nessuno dei due incide. Si vede ancora meno Rebic, in grande difficoltà nel ruolo di centravanti. La partita si mette in discesa per il Parma quando al 56′ Hernani premia l’inserimento in area di Kurtic che di testa batte Donnarumma per lo 0-2. Il doppio vantaggio dura appena due minuti. Da calcio d’angolo, Theo Hernandez stacca più in alto di tutti e accorcia. I tanti impegni ravvicinati e l’assenza di Ibrahimovic pesano. Ma anche la sfortuna. Arriva il quarto legno (traversa di Calhanoglu) e l’infortunio a Bennacer (sospetto stiramento). Ma il Milan ci crede e al 91′ ancora Theo Hernandez fulmina all’angolino Sepe con un gran sinistro. Pioli salva così l’imbattibilità in campionato, anche se ora Inter (-3), Napoli e Juventus (-4) sono sempre più vicine. Per il Parma ottima prestazione, ma il rammarico di avere sfiorato l’impresa.