Capacità di spesa fondi: tra i primi 10 Comuni classificati Sondrio, Mantova, Bergamo e Lecco

Sono 5 le città che vantano una capacità di spesa intorno al 90% su un punteggio massimo di 100. Si tratta di Novara con oltre il 91%, Lucca e Sassari con il 91%, Udine e Pistoia con il 90%. Dall’altra parte della graduatoria, Trani, con una capacità di spesa del 51,6%, è ultima in classifica. Nel terzetto di coda anche Nuoro (63,1%) e Rieti (67,1%). Treviso, peggiore del Nord, è al quintultimo posto (68,6%) mentre, tra le grandi città, Napoli è quella più indietro (69,7%). Sono solo alcuni dei risultati evidenziati dal rating pubblico 2020 su rendiconto consuntivo 2019, riguardo alla capacità amministrativa di Regioni e Comuni, di Fondazione Etica (Gregorio Gitti e Paola Caporossi sono tra i fondatori) strumento che valuta le performance delle Pa non solo osservando i bilanci ma anche gli indicatori qualitativi come la governance, la gestione del personale, i servizi erogati. “Le amministrazioni avranno un ruolo chiave per l’attuazione dei progetti di investimento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e per questo devono essere aiutate affinché i fondi europei non vadano persi ma investiti al meglio” ha commentato Paola Caporossi.

La classifica serve a capire quale sia la situazione attuale, lacune e punti di forza verso cui tendere. La capacità del Comune di rispettare gli impegni di pagamento assunti e spendere le somme stanziate è uno degli indicatori insieme al disavanzo, autonomia e pressione finanziaria pro capite, utilizzo di anticipazioni di tesoreria e altri. Le migliori performance amministrative (quindi non solo di spesa) arrivano dai Comuni del Centro-Nord rispetto a quelle del Sud, ma non mancano le sorprese. Tra i primi 10 classificati, sette sono del Nord (Cuneo, Sondrio, Reggio Emilia, Gorizia, Mantova, Bergamo e Lecco), due del Sud (Matera e L’Aquila) e solo uno del Centro Italia (Arezzo). Sorprende Matera, che nonostante appartenga a una Regione poco performante, con un reddito pro capite basso, si colloca al secondo posto della “top 10” con 88 punti o L’Aquila, che ha saputo spendere i fondi per la ricostruzione.

Tra i 10 Comuni meno virtuosi sei sono del Sud, due del Centro e due del Nord. Inoltre, 2 hanno lo status di Città Metropolitana: Torino e Reggio Calabria, e 2 sono capoluogo di Regione (Torino e Napoli). Da notare che i 2 Comuni del Centro appartengono entrambi al Lazio: sono Rieti e Frosinone, rispettivamente con score 26 e 36, entrambi in classe di rating Poor. Tra i Comuni del Sud, 3 su 6 si trovano in Campania: sono Napoli, con score 27; Salerno, con score 29; Caserta, con score 41.

Risultati significativi per quattro Comuni del Sud, che riescono ad ottenere uno score superiore alla media (pari a 61 su 100) e molto vicini alle posizioni di vertice. Si tratta di Sassari (77) e Oristano (72) in Sardegna; Enna (70), l’unico capoluogo siciliano presente nelle prime 40 posizioni e, quindi, il più virtuoso di quella Regione; Bari (70), la Città Metropolitana più virtuosa del meridione. Appena sopra la sufficienza, poi, risultano altri 2 Comuni del Nord come Venezia (51) e Monza (52), comunque dimostrando una performance ampiamente al di sotto di quella media.
Ci sono poi situazioni inattese anche al Nord come Torino, che ha un elevato livello di indebitamento perché ancora, a distanza di 15 anni paga gli effetti delle scelte fatte per le Olimpiadi 2006, o il caso di Alessandria che non riesce a risollevarsi dal dissesto finanziario. Tra i Comuni con una gestione economico-finanziaria insufficiente, due Comuni del Centro-Nord: Siena e Aosta. Dice Caporossi: il quadro è frastagliato, ma bisogna intervenire sui punti deboli ed aiutare le amministrazioni.