L’arte pubblica sboccia a Vimodrone

La città alle porte di Milano al centro di un progetto di riqualificazione
collettiva e partecipata che ha coinvolto quattro street artist di fama
nazionale e internazionale.
I mesi di giugno e luglio 2021 hanno trasformato Vimodrone (MI) in un luogo d’arte grazie all’azione
“Luoghi d’Artista” del progetto “Inneschi”, curato e organizzato da Industria Scenica, in
partenariato con il Comune di Vimodrone e il sostegno della Fondazione Comunità Milano
Onlus. Una riqualificazione intesa come un processo di rigenerazione collettiva e partecipata,
ispirata ai principi del participatory design, che ha coinvolto gli artisti Ivan Tresoldi, Gola Hundun,
2501, Simone Brullo e i fruitori dei luoghi d’intervento.
Il progetto è nato con lo scopo di riempire di “colore” e bellezza alcuni dei luoghi identificativi della
Cultura di Vimodrone e rappresentativi per la comunità, attraverso l’attivazione di percorsi di
riqualificazione delle parti esterne degli edifici. Dalla Scuola Secondaria di primo grado alla
Scuola dell’Infanzia, dall’Everest – Spazio alla Cultura alla Biblioteca Comunale “Lea
Garofalo”, ogni luogo si è trasformato in un’opera d’arte sociale fatta di frasi poetiche, writing o
dipinti. Un nuovo patrimonio collettivo di bellezza per tutti i cittadini che non solo rafforzerà il senso
di appartenenza a questi luoghi e alla città, ma favorirà anche l’avvicinamento ai percorsi culturali
che questi luoghi hanno attivato.
Il primo intervento artistico è stato quello di Gola Hundun sulla scala esterna della Scuola
Secondaria di Primo Grado di via Piave. L’opera, dal titolo “Moti Convettivi”, oltre alla pittura
murale, ha previsto una parte installativo-scultorea e una parte di installazione ambientale. Alla
composizione generale, si aggiunge nell’area antistante al muro la piantumazione di piante erbacee
endemiche della zona (punto di raccolta di insetti) e di diverse specie arboree, cespugli endemici,
carpini, cornioli, noccioli, biancospini e una farnia che sarà posizionata in asse con l’albero della
vita rappresentato sulla parete. L’albero è pensato dall’artista per rimanere in un movimento
cristallizzato, mentre la farnia crescerà inesorabilmente. All’opera si aggiungono dei nidi in creta
realizzati dall’artista, insieme ad alcuni bambini della Scuola Primaria di Vimodrone, secondo le
esigenze delle specie di volatili dell’area indicate da LIPU Milano.
L’immagine del murale verrà inoltre progressivamente celata dalla crescita spontanea della
vegetazione (edera), a formare una cortina che rappresenta il tempo, che verrá potata
completamente ogni volta che occulterá il murales nella sua interezza.
L’opera nel suo complesso si pone essa stessa nel ciclo eterno della vita, pertanto non può dirsi
definitivamente conclusa, in quanto soggetta al moto universale dell’esistenza.
Il secondo intervento artistico è stato quello di Ivan Tresoldi sulla scala della Biblioteca Comunale
“Lea Garofalo”. L’opera è incastona nella geometria della città, quasi a donarle un’anima. La scala
è stata trasformata in un manifesto di poesia urbana, semplice, scritta a mano e formata da parole
cercate insieme ai bibliotecari, ai volontari del servizio civile e ai ragazzi che frequentano il CAG
MoVi. La sua poesia ha riqualificato un luogo pubblico, collettivo, in cui gli individui possono
ritrovare la reciprocità delle loro vite, per cercarne un senso, un significato comunitario. Allo stesso
tempo la scrittura a mano, sempre più in disuso a causa dei moderni device, riacquista importanza
e diventa speciale.
Il terzo intervento è stato quello dell’artista 2501 sulla parete esterna dell’Everest – Spazio alla
Cultura. Utilizzando un approccio di profondo contatto con gli abitanti del luogo e con l’architettura
di via Sant’Anna, 2501 ha basato l’opera “Everest” sull’improvvisazione e sulla descrizione del
tempo pittorico. Il bianco e il nero si inseguono e si rincorrono per tracciare una storia visiva astratta
sul processo di creazione del dipinto. Le forme sono frutto delle interazioni con gli abitanti del
quartiere. All’interno dell’opera, inoltre, troviamo riferimenti nascosti e altri più espliciti, come ad
esempio il momento ispirato alle sculture presenti nel Giardino della Memoria di Vimodrone
dell’artista Pier Giorgio Ballerani.
L’ultimo intervento artistico è stato quello di Simone Brullo presso la Scuola dell’infanzia di
Vimodrone. Il suo dipinto trova spazio su due pareti esterne della scuola e rappresenta la flora e la
fauna tipica della Martesana. Lo stile minimalista dell’artista per l’interpretazione di uccelli e piante
e i campi piatti di colore e forme geometriche, risultano di facile lettura anche per i più piccoli. Il
processo di ricerca si è svolto coinvolgendo in un laboratorio tutti i fruitori della scuola, insegnanti,
personale ata, bambini e bambine. L’artista ha restituito i suggerimenti dei laboratori attraverso
l’abbinamento delle forme, ma anche attraverso gli accostamenti di colori. Il risultato è una parco
che si sviluppa orizzontalmente, partendo da una zona boschiva fino ad arrivare al tramonto in un
prato.
Luoghi d’artista è una delle azioni di Inneschi, progetto che intende porre il cittadino al centro
dell’attività culturale della propria città promuovendo la produzione culturale come responsabilità
condivisa. La valorizzazione dei “luoghi di cultura” e la riscoperta delle storie della città attraverso il
protagonismo dei cittadini saranno gli strumenti per uscire dall’isolamento e muovere la comunità
verso l’arricchimento reciproco e lo sviluppo socio-economico del territorio.
Inneschi è realizzato con il sostegno della Fondazione di Comunità Milano – Città, Sud Ovest, Sud
Est, Martesana onlus. La Fondazione si propone come piattaforma di partecipazione, basata
sull’ascolto, e di prossimità ai bisogni del territorio. Promuove e supporta progetti di utilità sociale
per rispondere, in modo innovativo, alle priorità espresse dalla collettività in ambito sociale,
culturale e ambientale.
La Fondazione di Comunità Milano catalizza risorse ed energie, promuove la cultura della
solidarietà e del dono per una concreta filantropia di comunità che, oltre a rispondere all’emergenza
sociale, possa agire per il bene collettivo e contribuire a migliorare la società nel suo insieme.
www.fondazionecomunitamilano.org


Industria Scenica nasce nel 2012 con l’idea di progettare e realizzare percorsi che integrano le arti
performative con il sociale, la formazione con lo sviluppo personale e ricreativo del singolo e della
collettività. Negli anni è rimasta coerente con il suo percorso, creando progetti di drammaturgia di
comunità e producendo spettacoli teatrali a partire da tematiche sociali. Per farlo si serve di uno
spazio storico e alternativo, un ex dopo-lavoro che ha accolto migliaia di persone di passaggio e
non, lo spazio Everest. L’Everest è sede di Industria Scenica dal 2014 e le quattro menti artistiche
che hanno fondato la Cooperativa – Serena Facchini, Isnaba Miranda, Ermanno Nardi e Francesca
Perego – tutt’oggi la fanno crescere, scalandone la vetta. Oggi Industria Scenica collabora con
numerose compagnie teatrali, produce spettacoli di formazione e sperimentazione, lavora su
progetti di peer education, media education, percorsi di formazione teatrale e video, spettacoli
interattivi e uscite di tourism theatre.


INDUSTRIA SCENICA
comunicazione & press office
Maurizio D’Egidio