Novità importanti sul fronte della cura del cancro alla prostata

Ci sono novità importanti sul fronte della cura del cancro alla prostata che arrivano da uno studio britannico. I ricercatori dell’Institute of Cancer Research e del Royal Marsden Hospital di Londra hanno realizzato uno studio pubblicato sulla rivista “European Urology” e hanno scoperto una proteina chiave che potrebbe essere il “segreto” per trattare il tumore con farmaci immunoterapici definiti “miracolosi”.

L’obiettivo è riattivare i globuli bianchi per attaccare il tumore. Le immunoterapie sino a questo momento hanno avuto risultati soddisfacenti contro molte malattie, ma non contro il cancro alla prostata. Ma il gruppo di ricerca sembra aver capito il perché. La proteina “responsabile” è la CD38. Il cancro nel corso della malattia “sfrutta” i linfociti B per produrre questa proteina. Infatti, gli uomini i cui tumori avevano alti livelli di proteina CD38 avevano il doppio delle possibilità di morire nell’arco di 10-15 anni.

I globuli bianchi che possono attaccare e uccidere il cancro, sono privati quindi dell’energia necessaria per la loro attività. Questo significa che i farmaci che colpiscono la CD38 potrebbero “liberare” il potere del sistema immunitario sulle cellule tumorali. Questi farmaci già esistono e sono in fase di sperimentazione.

Nello studio è stato dato a 24 uomini con cancro avanzato alla prostata l’isatuximab (usata nell’immunoterapia per curare la laucemia) che ha riattivato i globuli bianchi che uccidono il cancro. “Ci sono molte prove che il cancro alla prostata causi quella che chiamiamo tolleranza immunitaria, ovvero che il cancro vieta il corpo di attaccarlo con le sue cellule immunitarie – ha detto il Johann de Bono dell’Institute of Cancer Research -. I nostri risultati suggeriscono che possiamo prendere di mira le cellule immunitarie per risvegliare il sistema immunitario”.