Il dolore oggi si misura con un’app

Una start-up australiana ha sfruttato la tecnologia di analisi facciale e l’intelligenza artificiale per valutare e misurare il dolore. Così è nata l’applicazione PainChek, nata per aiutare chi ha difficoltà ad esprimersi o non è in grado di comunicare la propria sofferenza come le persone affette da demenza.

I più bisognosi sono i pazienti anziani che hanno dolori cronici e persistenti che però non riescono a essere identificati in modo efficace con il rischio di rimanere senza cure o di avere trattamenti farmacologici inadeguati o inappropriati. PainChek è un mezzo in più per una valutazione puntuale e corretta. L’app, scaricabile sullo smartphone dai negozi di Apple e Google, è un dispositivo medico che ha ricevuto regolare approvazione dalle autorità di paesi europei, oltreché in Canada e in Australia.

La sua validità nella misurazione del dolore è stata documentata anche in uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Alzheimer’s Disease. Secondo i dati forniti dalla società, PainChek, introdotta ad agosto in Gran Bretagna, raggiunge un’accuratezza del 90% avendo già effettuato valutazioni su oltre 60 mila soggetti in tutto il mondo.

L’app è di facile impiego e basta puntare lo smartphone di fronte al volto di un paziente per registrare un video dal quale i sistemi di intelligenza artificiale otterranno informazioni come il movimento dei muscoli facciali utili per analizzare e calcolare, in caso di riscontro, il grado associato di dolore producendo un punteggio. I risultati possono quindi essere memorizzati dal software consentendo di monitorare nel corso del tempo il soggetto osservato e controllare gli effetti di cure mediche e farmaci somministrati. PainChek, che rientra in una tendenza al crescente ricorso ad app mobili per la gestione del dolore, è attualmente in uso in 722 strutture di assistenza di più paesi.