Da Palazzo Marino una rete di centraline per il monitoraggio capillare della qualità dell’aria

Il Comune di Milano dà il via alla creazione di una propria rete di centraline mobili per il monitoraggio della qualità dell’aria. Sono state installate in questi giorni, grazie alla collaborazione con AMAT, le prime cinque stazioni di controllo basate su un innovativo modello di sensoristica avanzata ‘ad alta affidabilità’. La nuova rete permetterà al Comune di Milano di avere una fotografia puntale dello stato di salute dell’aria su micro-scala, quartiere per quartiere, luogo per luogo.

“Stiamo creando una rete di centraline che ci permetterà di monitorare e quantificare gli effetti delle azioni e le scelte poste in essere dall’Amministrazione – spiega l’assessora all’Ambiente e Verde Elena Grandi –. Avremo così uno strumento in più che ci consentirà di individuare gli interventi più idonei da porre in essere per mitigare gli effetti dell’inquinamento dell’aria proprio in base alle specifiche esigenze di ogni singolo quartiere a partire dalle realtà più sensibili come le scuole. Abbiamo il dovere di garantire a tutti i cittadini e le cittadine, soprattutto ai più piccoli, una città con un’aria migliore”.

Le cinque stazioni mobili si affiancano e integrano le informazioni delle cinque stazioni istituzionali di Arpa Lombardia, portando così a un totale di dieci punti di misurazione sull’intero territorio comunale. Sebbene il dato raccolto dalla nuova rete comunale non abbia valenza ai fini normativi, costituirà una fonte informativa su micro-scala molto utile per conoscere gli aspetti ambientali del territorio, caratterizzare l’esposizione della popolazione indispensabile per poi mettere a punto le strategie e le azioni di mitigazione “side specific” e il relativo monitoraggio, come previsto dal Piano Aria Clima appena approvato dal Consiglio Comunale.

Ad oggi tre delle cinque nuove stazioni mobili posizionare da AMAT stanno effettuando un periodo di allineamento con le stazioni della rete istituzionale di Arpa Lombardia, mentre due sono in fase di collaudo. La creazione della rete di monitoraggio è volta a raccogliere dati e informazioni sulla qualità dell’aria presso ‘ambiti sensibili’ quali scuole di ogni ordine e grado, ospedali, case di cura, centri aggregazione giovanile, centri sportivi, a cui si affiancheranno anche misurazioni, anche indoor, proprio per avere una fotografia puntale dell’aria respirata dai residenti e dai fruitori del quartiere.

Inoltre, grazie all’intervento di Bloomberg Philantrophies, dall’estate di quest’anno, il Comune di Milano disporrà di ulteriori 30 strumenti di monitoraggio che consentiranno di raggiungere un totale di 40 punti di misurazione sul territorio comunale, concentrati soprattutto presso gli istituti scolastici. Nelle scuole elementari, in particolare, verrà attivato anche un modulo di educazione ambientale in collaborazione con partner specializzati. Una volta avviata la fase di misurazione e la successiva raccolta dei dati, che potranno essere condivisi solo dopo la messa a sistema del programma di elaborazione, si darà avvio agli interventi di mitigazione come previsto dal PAC, dalla creazione di nuove aree verdi ‘mangia smog’ a interventi più strutturali.