Il gioiello architettonico simbolo di Giussano: Casa Mazenta

A Giussano, comune lombardo della provincia di Monza e della Brianza, si trova Casa Mazenta, una prestigiosa abitazione nobiliare risalente alla seconda metà del XVII secolo, frutto di un’intensa attività di restauro e di valorizzazione. Infatti, Casa Mazenta, all’epoca abbandonata a sé stessa, fino alla fine del secolo scorso si trovava in un grave stato di decadenza. Solo grazie ad un massiccio intervento di ristrutturazione, promosso dal 1989 al 2001, richiesto dall’amministrazione comunale su invito della Sovraintendenza ai beni architettonici della regione Lombardia, la residenza è stata fortunatamente ripristinata ed adibita a nuovi usi. Attualmente, al primo piano essa è adibita ad abitazione privata, mentre al piano terra si trovano negozi ed uffici, compreso lo studio legale dell’Avvocato Mea Trezzi.

Struttura e decorazione

Il complesso architettonico fu progettato probabilmente dall’architetto e pittore lombardo Pellegrino Tibaldi (Puria in Valsolda, 1527-Milano, 1569), attivo in Italia ed in Spagna presso la corte di Filippo II. La sua produzione risente dell’influenza michelangiolesca e dell’arte manierista di cui ammirò le opere durante la sua attività a Roma, negli appartamenti privati di Paolo III presso Castel S. Angelo, venata dagli influssi tipici della tradizione lombarda e veneta.

Fu particolarmente attivo a Milano, tanto che, dal 1567 fino alla morte, ottenne l’incarico di architetto del duomo di cui fu artefice del restauro del presbiterio. Sempre nel lombardo, ottenne numerosi ed importanti incarichi: progettò il Collegio Borromeo a Pavia, la chiesa di S.S Gervasio e Protasio a Parabiago, la basilica di S. Gaudenzio a Novara, il santuario dell’Addolorata a Rho, il santuario della Madonna dei Miracoli a Saronno, la chiesa di S. Fedele e di S. Sebastiano a Milano. Per quanto riguarda Casa Mazenta a Giussano, il progetto, come si è detto, fu probabilmente realizzato da Tibaldi, ma quest’ultimo non ha potuto assistere alla sua realizzazione in quanto morì poco dopo.

La struttura presenta una pianta quadrata a croce chiusa. L’edificio padronale si eleva su due piani collegati con scale con volte a botte e a croce, che originariamente presentavano il caratteristico soffitto a cassettoni color oro, ed è contornato da un vasto ed elegante cortile delimitato da giardini, mentre ai lati è fiancheggiato da due fabbricati più bassi che un tempo ospitavano le scuderie ed i servizi. La facciata dell’edificio centrale dispone di un ampio portico decorato con archi a tutto sesto e colonne binate in stile tuscanico di granito rosa ed ha una copertura a crociera. Degno di nota è l’imponente scalone d’onore realizzato in marmo. Dal cortile della villa si diramano dei sotterranei, forse progettati a scopo di difesa in caso di attacchi esterni o forse adibiti a luoghi di privacy. È presente anche grande cantina voltata a botte a cui si accede mediante una botola collegata con una scala.

Casa Mazenta: una lunga ed incerta storia di famiglia

I primi proprietari, e forse i committenti della villa, furono i membri della famiglia Giussani che diedero anche il nome alla città. Fu il capofamiglia Giovanni Battista Giussani, protofisico di Milano a volere la villa che dopo la sua morte passò all’erede universale il dottor Giovanni Guissani. La dinastia terminò in seguito alla morte, avvenuta nel 1741, di Giovanni Pietro Giussani che lasciò due figlie ma non eredi maschi.

Le notizie, ricavate dai documenti manoscritti, risultano essere però discordanti. Il testamento dell’Abate Faustino, risalente al 1658, infatti, informa che la villa in seguito alle nozze tra il marchese Guido Mazenta e Laura Giussani, passò direttamente dalla famiglia Giussani alla famiglia Mazenta, di cui la villa prende attualmente il nome. Come simbolo del nuovo legame di parentela, il marchese fece apporre sulla facciata della villa lo stemma della sua famiglia combinato con quello della famiglia Giussani. Il casato della famiglia Mazenta si estinse definitivamente nel 1875 e da quel momento in poi la villa fu abitata da numerose casate nobiliari per poi diventare proprietà della famiglia Maggioni.