Cultura e Società

Egiziano urla Allah Akbar e si scaglia contro tre persone: aggressore fermato in viale Monza

Attimi di terrore a Milano. Un uomo si è scagliato contro tre persone ferendone una a pugni. L’uomo aveva il Corano in mano e una tunica indosso. “Urlava Allah Akbar” hanno riferito alcuni presenti, ma le loro dichiarazioni devono ancora essere vagliate. È successo sabato attorno alle 14.30 in fondo a viale Monza. La Polizia ha fermato l’aggressore dopo avere fatto intervenire due volanti, date le sue condizioni di alterazione. Una volta accerchiato e bloccato, l’uomo, un egiziano, è stato trasportato al Policlinico per accertamenti.

Il ferito è un ecuadoriano di 44 anni. Il sudamericano è stato trasportato all’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo in codice verde. Secondo quanto riferito dalla Questura, quanto accaduto non avrebbe alcun legame con la manifestazione pro Palestina.

Il profilo dell’egiziano che ha agito in viale Monza

L’aggressore nel 2020 era andato via da Milano. Poi è riapparso. L’ultima sua traccia risale a luglio scorso, quando era finito in manette. L’aggressore è un egiziano di 33 anni, con qualche piccolo precedente per reati legati all’immigrazione. È lui l’uomo che ieri, con addosso una tunica bianca e in mano un Corano, ha sferrato calci e pugni contro due italiani di 53 e 57 anni e un ecuadoriano di 44 anni, lui finito in ospedale per le ferite, all’altezza del civico 311 dello stradone che porta fuori dal capoluogo. Alcuni testimoni (ma le voci sono contrastanti) hanno assicurato di avergli sentito gridare “Allah Akbar” mentre sfogava la sua furia sui tre uomini.

L’egiziano, in base a quanto verificato, era stato colpito da un ordine di espulsione firmato dal questore di Milano nel 2020 e aveva effettivamente lasciato l’Italia. A luglio scorso – quindi prima dei cinque anni previsti dal provvedimento – è stato però fermato durante un controllo casuale a Milano e arrestato proprio per essere rientrato sul territorio nazionale prima dei termini. Giudicato per direttissima, per lui era stato disposto l’obbligo di firma, mentre adesso è indagato con l’accusa di lesioni aggravate ed è trattenuto in questura per delle valutazioni sulla sua posizione.

Irregolare e senza una fissa dimora, l’uomo non era mai finito nel mirino degli specialisti della Digos, che monitorano gli ambienti islamici alla ricerca di possibili estremisti. Non è mai stato segnalato in qualche moschea, ma altrettanto certamente sia in ospedale sia in questura, dopo il fermo in viale Monza, ha mostrato quella che gli investigatori hanno definito una “certa ostilità nei confronti del mondo occidentale”.