Milano. Come cambia Porta Nuova: passa di mano il Pavilion

Milano è una città in continua evoluzione. A Porta Nuova cambia una delle strutture più innovative. L’Unicredit Pavilion passa infatti di mano. Dai rumors si è passati alla realtà. Coima Res di Manfredi Catella ha comprato per 45 milioni la struttura.

Il Pavilion a Porta Nuova

Era nato come auditorium al servizio del quartiere di Porta Nuova. Il contratto preliminare è stato siglato. Il rogito è previsto a dicembre. Dal 2019 quindi al via la trasformazione.

La Banca non dovrebbe rimanere in affitto. Verosimilmente cesseranno anche le conferenze e gli eventi. Anche la gestione passerà a Catella. Il nido è operativo al primo piano con 60 bimbi. La scuola cesserà la sua attività. Coima infatti, da mesi, ha affidato ad una società di consulenza il compito di esplorare destini diversi per l’edificio. Il nido verrà trasferito nelle Torri Unicredit. Verrà riservato ai figli dei dipendenti del gruppo, che già oggi sono la maggioranza dei piccoli alunni.

Pavilion: il cathedral store

L’immobile potrebbe essere convertito in un negozio icona. Si ipotizza infatti un cathedral store. In centro a Milano non ve ne sono se si esclude la Piramide Feltrinelli con Microsoft ed Apple quando sbarcherà in piazzetta Liberty.

Il centro polifunzionale progettato dall’architetto Michele De Lucchi potrebbe anche convertirsi tra uffici e retail. Per l’immobiliare è un’occasione di investimento a Porta Nuova, tra piazza Gae Aulenti (dove c’è anche la nuova sede di Coima Res) e la Biblioteca degli alberi di prossima apertura. Quest’ultima sarà a tutti gli effetti il terzo parco più grande nel centro di Milano.

Coima Res concentra il proprio portafoglio di investimenti a Milano nei quartieri dove è prevista la maggiore crescita dei canoni, come Porta Nuova. A spiegarlo Catella in una dichiarazione stampa. I canoni, nel quartiere, infatti hanno superato i 550 euro/mq per destinazione terziaria e i 1.500 euro/mq per destinazione commerciale. Questo trend positivo proseguirà ulteriormente.