Milano. Nuovi scooter elettrici in condivisione

Scooter elettrici condivisi in incremento a Milano. Infatti palazzo Marino ha deciso di incentivare la mobilità elettrica e condivisa. A tale scopo sono state approvate dalla Giunta le linee guida per l’individuazione dei soggetti pubblici o privati interessati a svolgere il servizio di sharing elettrico. Il progetto riguarda non solo degli scooter ma anche di mezzi innovativi purché omologati. 

Scooter elettrici: la mobilità condivisa

A Milano è una realtà consolidata e comprende flotte diversificate di auto, veicoli cargo, scooter e biciclette. L’obiettivo di contenere le emissioni inquinanti spinge a procedere verso l’innovazione. Per questo il nuovo bando del Comune comprenderà anche veicoli come segway, hoverboard, skateboard, monopattini, monoruote. Qualsiai mezzo purché sia elettrico e omologato o che abbia attivato con esito positivo la procedura di sperimentazione con il ministero competente e quindi siano idoneo alla circolazione su strada.

Scooter elettrici: il progetto di Milano

Milano con Bologna, Firenze, Torino e Varese ha aderito alla carta per l’elettromobilità che mette al primo posto la salute dei cittadini. La carta punta alla riduzione delle emissioni inquinanti. E’ in corso di approvazione il piano urbano per la mobilità sostenibile (PUMS). Così le linee guida del nuovo bando di sharing stabiliscono che dal 1 gennaio 2020 la flotta dei servizi di scooter sharing a due o tre ruote potrà essere costituita solo da veicoli elettrici e questo riguarda anche le due flotte già circolanti a Milano. Fino al 31 dicembre 2019, tutti i veicoli anche quelli endotermici devono comunque rispettare lo standard di inquinamento più performante al momento dell’immissione in servizio.

Le linee guida approvate dalla Giunta definiscono anche l’area di servizio coperta dal bando che per quanto riguarda esclusivamente i veicoli elettrici potrà essere ridotta all’interno della rete stradale della cerchia filoviaria della 90/91 ma con l’obbligo di estendere il servizio alle “aree per la mobilità” presenti anche nei quartieri di periferia individuate e realizzate dall’amministrazione. Oltre a garantire un servizio attivo 365 giorni e disponibile 24 ore su 24, per un tempo non inferiore ai 24 mesi, i gestori dovranno impegnarsi a mettere a disposizione un numero di veicoli non inferiore a 75 che sale a 120 per i veicoli non elettrici. Per ogni scooter messo in servizio la convenzione prevede anche sia attivato, da parte dei singoli gestori, un investimento minimo di 100 euro per la realizzazione di corsi rivolti ai giovani sulla sicurezza stradale da svolgersi nelle scuole cittadine secondo un programma da concordarsi preventivamente con l’Amministrazione comunale. All’avviso pubblico per i servizi di scooter e mezzi innovativi elettrici in sharing potranno partecipare soggetti sia pubblici che privati organizzati in forma di impresa individuale o societaria, sia in forma di ATI o anche in forma consortile.

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