Mulino dell’abbazia di Chiaravalle: è tornata a scorrere l’acqua

Il Mulino dell’abbazia di Chiaravalle protagonista di un nuovo percorso. Dopo 90 anni è tornata a scorrere l’acqua nei canali che alimentano le macine. E’ stato possibile grazie ad un lungo lavoro di ripristino. A portarlo avanti la Comunità Monastica, Koinè cooperativa sociale, Parco Agricolo Sud Milano, Comune di Milano. E’ stato possibile anche grazie al depuratore di Nosedo da cui proviene l’acqua a valle della depurazione. Al Consorzio Utenti Roggia Vettabbia, ad aziende agricole locali e ad imprenditori del Borgo di Chiaravalle.

Il Comune di Milano è il principale fautore del ripristino del sistema delle acque all’interno di un vasto ambito territoriale, grazie al quale è possibile la riattivazione del Mulino. L’inaugurazione è avvenuta alla presenza dell’assessore Pierfrancesco Maran. Padrone di casa l’Abate padre Stefano Zanolini. Presenti anche Michela Palestra, presidente Parco Agricolo Sud Milano; Paola Radaelli presidente di Koinè cooperativa sociale.

Il Mulino dell’abbazia di Chiaravalle: i numeri

E’ visitato ogni anno da all’incirca 12 mila persone, tra turisti e scolaresche che partecipano ai laboratori e alle attività di educazione ambientale e numerosi eventi culturali. Inoltre ci sono le visite guidate gestite da Koinè cooperativa sociale. Ora la sua macina potrà entrare in funzione nelle occasioni speciali e per progetti di macinatura di cereali coltivati nel territorio, a cui si sta lavorando.

Il Mulino dell’abbazia di Chiaravalle: la storia

Il Mulino del Monastero di Santa Maria di Chiaravalle, fondato da San Bernardo di Clairvaux dell’Ordine dei Monaci Cistercensi nel 1135, è coevo all’Abbazia. E’ uno dei mulini esistenti più antichi della Lombardia. È simbolo dell’imprenditorialità di una comunità operosa che ha saputo massimizzare la produttività agricola modificando l’ambiente senza impoverirlo.

E’ rimasto attivo per secoli fino all’inizio del secolo scorso, per poi cadere in disuso ed essere convertito ad uso residenziale fino al suo totale abbandono nel 1963. È nel 2009, dopo 10 anni di restauro, che il Mulino torna a vivere grazie ai lavori voluti e finanziati dalla Città Metropolitana di Milano, in qualità di Gestore del Parco Agricolo Sud Milano. Il progetto è dell’architetto Silvio Fiorillo. Il professionista ha compiuto ricerche storiche per risalire alla forma originale degli antichi meccanismi. Sono state restaurate le strutture murarie e ricostruita la macchina molitoria: ruota, ingranaggi e macina con l’aiuto di Carlo Pedretti della ditta Pedretti di Bienno che ha rimesso in moto la macina.

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