Fondo milanese di solidarietà per gli esclusi dall’accoglienza

Fondo milanese di solidarietà per gli esclusi dall’accoglienza è stato istituito dalla Caritas ambrosiana. Il Fondo è aperto al contribuito dei cittadini. La Caritas Ambrosiana ha destinato al fondo già circa mezzo milione di euro. Sarà destinato in primo luogo agli ospiti al momento presenti nel sistema di accoglienza diffusa della Diocesi di Milano. Cioè agli appartamenti che ospitano i migranti titolari di un permesso di soggiorno, ma che nonostante questo sarebbero costretti a interrompere i percorsi di integrazione già intrapresi. Inoltre, le risorse raccolte serviranno per auto-finanziare le ospitalità in quei posti – all’interno delle rete degli appartamenti parrocchiali e degli istituti religiosi – che non saranno più convenzionati con le Prefetture alla scadere dei nuovi bandi.

A seguito del Decreto Salvini i titolari di permesso per motivi umanitari e coloro che hanno ricevuto il nuovo permesso per protezione speciale non possono più essere accolti nel nuovo sistema di accoglienza (ex Sprar). Diverse Prefetture in tutta Italia, già in questi mesi, hanno chiesto agli enti gestori dei centri di allontanare i migranti. Insieme alle altre Caritas delle diocesi lombarde, la Caritas di Milano ha deciso di opporsi a questo provvedimento e ha chiesto alle cooperative che gestiscono il sistema di accoglienza diffusa in Diocesi di non eseguire gli allontanamenti richiesti e quindi di offrire agli ospiti la possibilità di proseguire i percorsi di integrazione avviati, garantendo con risorse proprie i relativi costi. Si parla di 200 migranti a rischio di espulsione dalle strutture.

Il fondo somiglia per modalità a quello lanciato nel 2008 dal cardinale Dionigi Tettamanzi per aiutare le famiglie colpite dalla crisi economica. Sarà lanciato alla fiera “Fa’ la cosa giusta!” dal direttore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti, durante la tavola rotonda dal titolo “Quali prospettive per l’accoglienza dei rifugiati in Italia?” in programma oggi alle 14.30, a Fieramilanocity.

Il Fondo servirà a coprire i costi dell’ospitalità: il pagamento delle bollette del gas e della luce. Ma anche i percorsi di accompagnamento sociale (corsi di italiano, tirocini, formazione professionale) negli appartamenti presso le parrocchie. Strutture e percorsi al momento convenzionati con le Prefetture e che andranno a costituire un sistema autonomo rispetto a quello pubblico, che pertanto dovrà essere integralmente auto-finanziato.