Certificato di idoneità statica: a Milano migliaia di edifici da regolarizzare

Lotta contro il tempo per molti stabili cittadini. A pochi mesi dalla scadenza fissata al 26 novembre, soltanto 300 edifici su 25 mila hanno presentato il certificato di idoneità statica. Il Comune è stato il primo in Italia ad introdurre nel regolamento edilizio il controllo statico per gli edifici più vecchi.

Tutti i fabbricati, entro 55 anni dalla data di collaudo, o in assenza di questo entro 50 anni dalla loro ultimazione, devono essere sottoposti ad un controllo di idoneità statica. Per mettersi in regola, il Comune ha concesso cinque anni di tempo. Al termine di questo periodo, se un edificio è privo di certificato viene meno l’agibilità dell’edificio. Potrebbe anche venire meno l’agibilità delle parti di questo non certificate. Inoltre in caso di vendita il certificato deve essere inserito dal notaio nell’atto. La sua assenza comporta l’impossibilità di vendere l’appartamento. Il Comune dovrebbe dichiarare inagibili 24.700 edifici.

Certificato di idoneità statica: opzione proroga dei termini

L’alternativa è concedere più tempo per la presentazione dei certificati. Entro il 27 novembre dovranno presentare il certificato tutti gli edifici completati prima del 1929. Entro il 27 novembre 2020 tocca agli edifici completati prima del 1940. Entro il 27 novembre 2021 tutti gli edifici completati prima del 1951. Entro il 27 novembre 2022 tutti gli edifici completati prima del 1962. Entro il 27 novembre 2023 tutti gli edifici completati prima del 1973.

Sui 300 già consegnati circa la metà presentano problemi di varia natura, spiega Palazzo Marino. Per gli edifici più datati alcune documentazioni non sono più reperibili. Ad iniziare dai passaggi di proprietà. Senza i documenti, il tecnico che deve rilasciare la certificazione non si prende la responsabilità di firmare. Assoedilizia ritiene che ci siano buone probabilità che la norma venga “sostituita”.