Piazzale Loreto primo pezzo della Milano 2030

Adesso le regole urbanistiche del Pgt sono state approvate. Il primo pezzo della Milano del 2030 destinato a cambiare volto sarà piazzale Loreto. Il Comune pertanto passa alla fase operativa. L’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran spiega che l’obiettivo è trovare entro il 2021 non solo chi progetterà quella nuova porta d’ingresso della città “aumentando lo spazio pedonale”, risolvendo “la frattura” che oggi c’è tra corso Buenos Aires e via Padova- viale Monza” e “trasformando il mezzanino del metrò in spazi commerciali di qualità”, ma anche chi potrà finanziare l’intervento.

Palazzo Marino ha pubblicato un appello rivolto a professionisti, rappresentanti di comitati e associazioni, singoli abitanti. L’obiettivo è farli entrare a far parte di gruppi di lavoro congiunti con il Comune e i Municipi. Ed è a quei tavoli che anche così, con l’apporto di chi in quelle zone ci vive o ci lavora, che verranno definiti gli obiettivi e le richieste del territorio che saranno tradotte nelle linee guida dei futuri bandi e concorsi. Un avviso che, allargando la ricerca in questo caso a “operatori del settore, docenti universitari e sindacati degli inquilini”, comprende un altro punto cardine del Piano di governo del territorio: gli appartamenti a prezzi accessibili. “A breve metteremo a gara delle aree e il gruppo di lavoro dovrà aiutarci a definire il miglior mix sociale possibile tra case popolari, edilizia convenzionata e libera”, spiega ancora Maran.

La Milano del 2030 punta sulle case low cost. Saranno il cuore del Pgt. La rigenerazione di piazzale Loreto, calata in quella “via del Nord- Est” che unisce corso Venezia, Buenos Aires,via Padova e viale Monza, sarà candidata al bando internazionale Reiventing cities promosso da C40, la rete globale di città che si è alleata per le questioni ambientali. Anche perché questa piazza dovrà avere una vocazione verde, come alcune suggestioni arrivate nei mesi scorsi avevano indicato: dal giardino su più livelli firmato dallo studio di Patricia Viel e Antonio Citterio al “Sovraparco” degli architetti Nicola Brembilla e Francesco Napolitano.

Anche l’area della Bovisa, però, è in trasformazione. Per i Gasometri è in corso la bonifica dei terreni che dovrà portare alla creazione del parco della Goccia. “Dobbiamo recuperare però anche un grande spazio comunale sul lato di via Bovisasca — dice Maran — e questa sarà un’occasione per ripensare la stazione ferroviaria e le connessioni con il quartiere”. Infine, le case con le aree su cui far sorgere appartamenti prevalentemente in affitto di edilizia convenzionata.