Abbracciare i nostri bambini

Secondo uno studio condotto dal Nationwide Childrens Hospital dell’Ohio, gli abbracci durante lo sviluppo del bambino sono molto più importanti di quanto si pensasse. L’affetto, dimostrato attraverso il contatto fisico, innesca lo stimolo che influisce sulla sviluppo del cervello.

Ma non solo: lo studio rivela che esperienze come l’allattamento al seno del bambino, il contatto pelle a pelle o il baciare e abbracciare i bambini, innescano una forte risposta nel cervello del bambino, consentendo uno sviluppo più sano e più veloce. Non è un caso che oggi, ai bambini appena nati che devono restare in incubatrice per un periodo lungo, si cerca comunque di garantire il contatto con le persone che vogliono loro bene.

Al contrario, le esperienze che il bambino identifica come dolorose, come punture o percorsi in ospedale, inibiscono il cervello, nonostante siano stimoli tattili, concreti, e che quindi paiono non aver nulla a che fare con la parte cognitiva.

L’abbraccio non è solo quello dei genitori o dei nonni. Se i genitori sono costretti a lasciare il figlio alle cure di una babysitter è importante che nella valutazione della persona si consideri certo la serietà e l’esperienza, ma anche l’affetto che questa è capace di esprimere (anche attraverso il contatto, come si spiegava prima). Quando viene fissato il colloquio con i candidati che cercano lavoro come babysitter a Milano è consigliabile che la babysitter incontri anche i bambini che dovrà accudire: cinque minuti possono evidenziare quale sia l’atteggiamento di una persona nei confronti dei piccoli. E se qualche genitore potrebbe essere restio ad un’affezione ‘esagerata’ con una persona che non è della famiglia, nessuna paura: il bambino sa sempre differenziare tra l’affetto provato verso mamma e papà e quello invece che sente verso una figura come quello della babysitter. L’importante è che impari l’amore, soprattutto nei primi 3 anni di vita, il periodo in cui è più evidente il processo dell’impriting.