Alla scoperta di se stessi: l’importanza dello psicologo nella società moderna

In un mondo frenetico e basato sulla tempestività, le sensazioni di disagio e malessere vengono facilmente a galla e, spesso, tendono ad impossessarsi dei sentimenti, degli stati d’animo e, addirittura, spesso anche delle azioni.

In un contesto caotico come quello vissuto da ognuno di noi nei vari settori della vita quotidiana, indagare la psiche umana e conoscere il proprio “io” diventa di fondamentale importanza.

E, in virtù di quanto detto, ben si comprende il perché, oggi, la figura dello psicologo sia particolarmente ricercata e, contestualmente, anche il motivo per il quale ai professionisti del settore venga riconosciuto un ruolo determinante all’interno della società moderna.

Partiamo da una verità incontrovertibile: ogni giorno, siamo chiamati a relazionarci con noi stessi, con gli altri e con il mondo circostante. Vivere la realtà significa, dunque, anche intessere relazioni di vario genere, conoscere la propria anima passando in rassegna le emozioni, le tentazioni, i tormenti, i disagi, le passioni e così via.

Ma quale è il compito dello psicologo e quale è il segreto della riuscita di un percorso terapeutico?

I processi innescati dalla mente chiamano in causa anche l’anima e “nel lavoro di un professionista  –  spiega la psicologa Ilaria Giannoni –  lo strumento principale, per gettare le basi di un percorso efficace, è la capacità del terapeuta di immergersi con il paziente all’interno della relazione terapeutica creando un clima di fiducia e sospensione del giudizio in cui il paziente si senta accolto”.

Fiducia, accoglienza ed “esenzione” dal pre-giudizio, quindi: sono questi gli ingredienti segreti del successo, che concorrono al raggiungimento dei propri obiettivi personali.

Ma non solo, a questi si aggiungono anche la consapevolezza della necessità di un aiuto e la volontà di conoscere se stessi.

Il percorso psicoterapeutico per conoscere il proprio “io”

Desideri nascosti, cassetti della mente che si aprono in modo inconsapevole per lasciare spazio a vecchi ricordi, malessere e paure, disagi ed emozioni: il percorso terapeutico consente al paziente di fare un viaggio nel proprio “io”, di andare  alla scoperta di sé, della nuda coscienza, di quella parte di inconscio che bussa alla porta della propria intimità e con cui bisogna fare i conti faccia a faccia.

Stabilire una relazione con uno psicologo significa, tra le altre cose, anche tagliare l’importante traguardo dell’annullamento delle barriere mentali, sentimentali, di tutti quei meccanismi di autodifesa che si alzano e creano distacco, lontananza, mancanza. La psicoterapia, quindi, rappresenta una sorta di cura dell’animo umano ed un apposito percorso – cucito su misura su ogni singolo paziente – consente di abbracciare la “resilienza” come soluzione ideale nella gestione e nel superamento delle difficoltà della vita, prima tra tutte quella dell’accettazione – senza riserve – di sé.

È qui che risiedono la libertà e la felicità: conoscere ed amare se stessi significa accettare tutte le sfumature del proprio io, comprese le sue peculiari debolezze, le numerose fragilità e le caratteristiche proprie dell’animo, facile preda di preoccupazioni e paure.

Solo l’accettazione di sé apre al mondo ed è propedeutica per intrecciare relazioni soddisfacenti anche con gli altri.