Milan Ibra dipendente? Primo test a Bologna

Dove può arrivare il Milan? Può davvero insidiare le attuali grandi del campionato nella lotta per la zona Champions? Pioli è l’uomo giusto? Tanti interrogativi e una sola certezza: Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese non si è soltanto limitato a sbloccare la gara contro lo Shamrok Rovers, ma ha dimostrato di essere centrale nel progetto Milan. Non è una semplice prima punta o un finalizzatore ma un motivatore, un trascinatore. È un Milan dipendente? I più quotati portali di scommesse sportive come campobetlink.com non hanno dubbi. Zlatan al momento è l’uomo squadra, senza di lui molti obiettivi non sono alla portata. Tutto passa da Ibra, il Milan lo sa e anche per questo ha spinto, senza alternative concrete, per il suo rinnovo. Lo svedese è amato dalla tifoseria rossonera e ha riportato entusiasmo. Con lui i tifosi hanno rivisto in campo determinazione, grinta, carattere. Ibra, nonostante l’età, è un giocatore con il dna da Milan.

Lo svedese è molto di più di un semplice giocatore, è il regista della squadra da cui passa la maggior parte delle azioni offensive della squadra. È più importante di Bennacer e Kessie e lo sarà anche più del neo arrivato Sandro Tonali che nel Brescia quel ruolo sapeva ricoprirlo alla grande. Il ruolo dei centrocampisti centrali nel 4-2-3-1 di Stefano Pioli è decisivo nell’uscita palla al piede dalla difesa e nel togliere pressione nella circolazione agli esterni, ma è nel momento in cui la palla arriva nei piedi di Ibrahimovic che, sulla trequarti, al limite dell’area o abbassandosi sino al centro del campo, prende il là lo schema offensivo della squadra. Il Milan gira tutto attorno al giocatore nordico, del resto Ibra ha accettato di tornare a Milano perché poteva essere protagonista assoluto. Lui si esalta quando la posta in palio è alta, quando la squadra ruota attorno a lui, ma sa anche essere un uomo squadra, una sorta di allenatore in campo.

In Irlanda contro lo Shamrok Rovers, anche dopo il 2-0, è emerso chiaramente che Ibra ha gestito spazi, ritmi della manovra della squadra. Al momento la sua condizione fisica non è al top ma Ibrahimovic è in grado di fare la differenza anche senza essere al meglio. Lo svedese ha occupato una posizione tra il cerchio di centrocampo e la trequarti, ha bloccato le iniziative in corsa di Theo Hernandez, Krunic e Castillejo favorendo un giro palla lento ma efficace. Grazie a questa strategia ha evitato di creare inutili pericoli in direzione della porta di Gigio Donnarumma. La condizione di Ibra andrà crescendo, già nella gara di campionato con il Bologna. Sommando la profondità di Leao e Rebic alla manovra, la zona di azione dello svedese si amplierà come già successo anche nel corso del finale della passata stagione. Il Milan di Ibra così sarà capace di mettere in difficoltà chiunque.