I due club di Milano hanno accumulato un grande passivo non supportato dai risultati sportivi

Non sempre grandi spese corrispondono a grandi risultati. Soprattutto nel mondo del calcio, dove non basta essere società ricche per alzare coppe e vincere campionati. È ad esempio il caso di Inter e Milan, ma non solo. Nonostante nessuno possa scalfire il loro blasone, certificato anche dagli operatori delle scommesse sportive come Babibet Italia, in particolare negli ultimi anni nel calcio si sono invertite le gerarchie.

Ad essere messe peggio sono però le inglesi. Manchester City e Manchester United sono le squadre che hanno speso di più nelle ultime 10 sessioni di mercato. I Citizens registrano un saldo tra entrare e uscite pari a -631 milioni, i Red Devils 586 milioni. A forniere i numeri è uno studio del Cies. La classifica del Centro internazionale per gli studi sullo Sport vede subito dietro Barcellona e PSG, quinta l’Inter (-386), ottavo il Milan (-311). Tredicesimo posto a parimerito con il Wolverhampton per la Juventus (-249). Chiudono la Top 20 Napoli (-165) e Parma (-158).

Manchester si aggiudica il titolo di città spendacciona. Il City può giustificare un tale passivo con tanti trofei nazionali conquistati sotto la gestione Pep Guardiola, non altrettanto possono fare i cugini che, Europa League a parte, hanno messo in fila tutta una serie di delusioni. Il podio viene completato dal Barcellona (-471), davanti al Psg (-455). Pesante la situazione anche per i due club di Milano, che hanno accumulato un grande passivo non supportato dai risultati sportivi.

Cosa fare per recuperare? Diversificare come ad esempio ha fatto il Diavolo rossonero che ha dato vita al The Studios: Milan Media House, hub di produzione e distribuzione mediatica di proprietà. Si tratta di un nuovo modello D2C (direct to consumer) che consentirà al Club di rafforzare il legame emotivo con la propria consumer base ed ingaggiare nuovi utenti mediante contenuti sempre più rilevanti e adatti alle diverse piattaforme sia tv sia social. I nuovi studi multimediali si trovano al primo piano di Casa Milan. L’obiettivo è rivoluzionare la fruizione mediatica dei tifosi rossoneri per immergerli nella passione rossonera.

Il Milan non ha lesinato in investimenti. Infatti ci sono tre set diversi connessi con la sala conferenze di Milanello e supportati da tecnologia all’avanguardia, incluse telecamere 4k e display con tecnologia LCD-LED. C’è una control room con 7 postazioni di lavoro e una sala speakeraggio per il commento delle partite e la registrazione di Podcast. The Studios: Milan Media House si avvale di quaranta persone tra l’area tecnica e creativa. A capo il Marketing & Digital Director AC Milan Lamberto Siega che, a diretto riporto del Chief Revenue Officer Casper Stylsvig, guiderà il processo evolutivo del progetto.

Lamberto Siega sottolinea come “il progetto ha nella flessibilità scenica e nella tecnologia di ultima generazione due pilastri fondamentali che consentiranno di mettere a disposizione questi spazi anche ai partner commerciali o terze parti interessate e ovviamente alle strutture interne del Club. Sarà infatti possibile ospitare le TownHall della società, incontri con sponsor ed eventi di teamworking”.